Dallo studio dell'istante critico al transitorio nei circuiti lineari del primo e secondo ordine (circuiti RC, RL, RLC). L'evoluzione dinamica tra due stati stazionari.
Il regime variabile quasi-stazionario è l'ipotesi fisica che ci permette di studiare circuiti con grandezze variabili nel tempo. Approssima il sistema ipotizzando che gli effetti di ritardo elettromagnetico legati alla velocità della luce siano trascurabili, permettendoci di usare i modelli a parametri concentrati e le leggi di Kirchhoff istante per istante ($t$ diventa un semplice parametro del sistema).
Si definisce istante critico $t = 0$ il momento in cui avviene un cambiamento improvviso nella topologia del circuito (es. deviatore che si sposta) o nell'eccitazione dei generatori indipendenti.
Per valutare l'evoluzione successiva, è fondamentale dividere il momento in $t = 0^-$ (subito prima) e $t = 0^+$ (subito dopo l'evento).
Il circuito dinamico più semplice: un resistore $R$ e un condensatore $C$ in serie a un generatore. Costituisce un'equazione differenziale lineare del primo ordine. L'evoluzione della tensione sul condensatore ha sempre forma esponenziale.
Il transitorio si considera fisicamente estinto dopo circa $5\tau$ (valore raggiunto $\approx 99.3\%$).
Simmetrico (duale) al circuito RC. La variabile di stato protagonista è la corrente nell'induttore $i_L(t)$. L'equazione differenziale lineare produce andamenti analoghi a quelli capacitivi ma scambiando tensione e corrente.
Analogamente, la corrente generale nell'induttore assume la forma $ i_L(t) = i_L(\infty) + \left[ i_L(0) - i_L(\infty) \right] \cdot e^{-t / \tau} $.
Un circuito che contiene sia induttori che condensatori darà origine a un'equazione differenziale (o integro-differenziale) del secondo ordine. A causa della presenza di due serbatoi di energia di natura diversa (campo elettrico ed elettro-magnetico), l'energia può oscillare (o "rimbalzare") tra i due elementi prima di essere interamente dissipata nel resistore.